Le ingiustizie dell’autonomia differenziata

La drammatica pandemia da Covid19 di questi mesi ha messo in luce tutta la fragilità dell’attuale assetto istituzionale del nostro paese con le regioni che hanno spesso assunto provvedimenti e decisioni in contrasto con quello che il governo nazionale decideva e, dato rilevante, questo al di là di schieramenti e convenienze politiche, senza tutelare la Forza lavoro.

Perché e l’autonomia differenzia non è una risposta

Una sofferenza dovuta, soprattutto, ai dieci anni precedenti in cui tutti i governi di centro-destra e centro-sinistra, nessuno escluso, hanno contribuito a sgretolare quella maestosa opera pubblica costruita per tutelare la salute delle persone che è il nostro SSN e, aggiungiamo, smantellarne l’architrave vitale (la vera Forza lavoro) rappresentato dal personale sanitario pubblico, i tantissimi operatori, medici, infermieri, tecnici, operatori sociosanitari, uomini e donne che oggi sono considerati veri e propri eroi, definizione che declinano volentieri ricordandoci gli anni sofferti di mancato turn over, demansionamento, precarizzazione.

Nell’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto abbiamo visto come non c’è mai stato un unico indirizzo scientifico col risultato che abbiamo avuto 20 sistemi sanitari regionali completamente diversi che non hanno certamente aiutato a reagire tempestivamente e nel migliore dei modi alla minaccia coronavirus definendo ognuno azioni di contrasto differenti. Il risultato è stato che le capacità di risposta delle singole regioni all’emergenza Covid-19 sono state differenti ed è abbastanza evidente che negli anni ai tagli di budget quasi ovunque c’è stata una diminuzione degli ospedali senza che nel contempo vi sia stato un potenziamento delle cure primarie e dell’assistenza territoriale.

Per questo, più che mai, è necessario unirsi e mobilitarsi per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata e rafforzare la battaglia per il ritiro di ogni richiesta di autonomia.

Il sistema degli enti locali e l’autonomia regioni

Alla luce della confusione generale con la quale si sono mossi in questi mesi i diversi livelli istituzionali, diventa addirittura necessario avere più Stato. Poter contare, cioè, su una guida capace di governare con una visione unitaria su tutto il territorio nazionale, rafforzando il sistema degli enti locali, che per loro natura e mission aiutano ad intercettare le esigenze dei cittadini per poi tradurle in azioni concrete che tengono conto delle specificità e delle caratteristiche dei singoli territori. In Italia, autonomia regioni purtroppo, è stata la prima volta che il nostro sistema decentrato è stato realmente messo alla prova da un’emergenza e la leale collaborazione e cooperazione tra livelli di governo non ha funzionato.

Facciamo tesoro di questa esperienza dalla portata europea . Abbiamo pagato un eccessivo protagonismo di alcuni personaggi della politica e un inesistente coordinamento tra stato centrale, autonomia regioni e enti locali, dove ognuno ha sperimentato politiche diverse e con l’aggravante che il nostro sistema non ha ancora fissato i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti uguali su tutto il territorio nazionale.

Continuiamo a pensare che l’autonomia differenziata – specialmente in sanità – così come richiesta da alcune regioni, potrebbe modificare profondamente le modalità di funzionamento del paese e la capacità di rispondere ai bisogni della gente, parcellizzando alcuni fondamentali servizi pubblici e determinando diversi diritti di cittadinanza in base alla residenza, Il che si configurerebbe come anticostituzionale.

Per contrastare questa deriva si è costituito il Comitato regionale Emilia – Romagna “Per il ritiro di qualunque autonomia differenziata, per l’Unità della Repubblica e per la rimozione delle diseguaglianze”

Una risposta forte allautonomia differenziata

Il Comitato vuole la effettiva centralità del Parlamento e chiede che la la Repubblica, nelle sue articolazioni centrali, regionali, provinciali e comunali operi sulla base di una legislazione unitaria su tutto il territorio italiano. Indispensabile per conseguire la rimozione di tutte le diseguaglianze anche attraverso l’incremento delle risorse, a cominciare dalla lotta all’evasione fiscale, per potenziare le strutture pubbliche per il welfare (sanità, scuola/università e servizi sociali),

Chiedendo il ritiro della proposta di Autonomia Differenziata della regione Emilia-Romagna.

A cura di Ciro Rinaldi