Morti sul lavoro in italia

A cura di Ciro Rinaldi 

Nei primi 25 giorni del 2021, nei luoghi di lavoro sono già 33 le persone morte per infortunio. Altre 30 sono decedute in itinere e ben 25 sono i medici e gli addetti ai servizi sanitari uccisi dal covid-19 contratto nei luoghi di lavoro. (fonte Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro).

Pochi sono i cenni di quella che dovrebbe essere una questione prioritaria,  perché altre sono le notizie che i padroni dell’informazione ritengono importanti. E altri sono gli interessi di chi siede in Parlamento e dovrebbe agire

In totale 88 lavoratrici e lavoratori hanno perso la vita. Più di 3 al giorno, una tragedia alla quale non ci si può né ci si deve abituare anche se è nascosta da una sostanziale indifferenza e una soffocante forma di “benevola censura”.

L’undici ottobre è  la giornata nazionale delle vittime sul lavoro. Quelle che vengono chiamate ancora da tanti, troppi, con il termine assurdo e ipocrita “morti bianche”.

Un termine che andrebbe abolito, perché è un insulto ai familiari e alle vittime del lavoro. Non c’e’ mai nulla di bianco in una morti sul lavoro, le chiamano “morti bianche”, perché l’aggettivo bianco allude all’assenza di una mano direttamente responsabile dell’accaduto, invece la mano responsabile c’è sempre, a volte più di una. Io ricordo bene quando il 5 Settembre 2019 si insedio il Governo Conte , dove fu detto che la sicurezza sul lavoro sarebbe uno dei punti prioritari di questo Governo. Ma per adesso di fatti se sono visti pochi o nulla.

Abbiamo circa 2000 tecnici della prevenzione delle Asl, che sono quelli che controllano la stragrande maggioranza dei luoghi di lavoro.

In Italia ci sono circa 4 milioni di aziende, se le dovessero controllare tutte, ogni azienda riceverebbe un controllo ogni 15/20 anni. Praticamente mai. Ma quando muore un lavoratore, dal mondo politico si sente dire che bisogna aumentare gli ispettori sul lavoro, che voglio ricordare controllano la regolarità contributiva e il lavoro nero e la sicurezza nei cantieri. Come ho detto, i controlli per la sicurezza sul lavoro li fanno i tecnici della prevenzione, che dipendono dalle Regioni.

È un’escalation che ci deve preoccupare. E non solo perché non è possibile che nel terzo millennio, in un Paese dell’Occidente sviluppato, anche una sola persona possa morire mentre lavora. Ma perché questi infortuni, al di là degli incidenti, raccontano un Paese che sta lentamente scivolando all’indietro, e che sta dimenticandosi di tutelare un pezzo della sua società. Peggio ancora: il pezzo di società più debole e vulnerabile.

Operai, facchini, muratori, braccianti: a morire sono i lavoratori più umili, quelli che nemmeno ci ricordiamo che esistono, quelli che soffrono ogni giorno, davvero, la concorrenza spietata delle delocalizzazioni, il ricatto costante di gente come loro, più disperata di loro, disposta a fare il loro lavoro per nulla, senza alcuna tutela, in Italia o altrove. Quel lavoro che, per stare in Italia, o è sottopagato o non è. O è insicuro o non è. O è pericoloso, o non è.

Talvolta, sopratutto se sei straniero, è pure senza alcun contratto e con retribuzioni da schiavi. 

Prendere o lasciare.

Chiunque sia al governo, dovrebbe farsi carico di tutto questo e chiedere a se stesso l’ambizione di fare dell’Italia un Paese in cui nessuno muore mentre lavora.

Garantendo sanzioni più severe, controlli più stringenti e magari pure incentivi per chi rispetta le regole e tutela il suo capitale umano.

FAQ – Morti sul lavoro

morti sul lavoro definizione

morti sul lavoro definizione si intende ogni lesione originata, in occasione di lavoro, da causa violenta che determini la morte della persona o ne menomi parzialmente o totalmente la capacità lavorativa. Gli elementi integranti l’infortunio sul lavoro sono:

  • la lesione
  • la causa violenta
  • l’occasione di lavoro

Il concetto di “occasione di lavoro” richiede che vi sia un nesso causale tra il lavoro e il verificarsi dei rischio cui può conseguire l’infortunio. Il rischio considerato è quello specifico, determinato dalla ragione stessa del lavoro.

Recentemente l’art. 32, comma 6 del D.lgs. 21 giugno 2013, n. 69, convertito dalla Legge 9 agosto 2013, n. 98, nell’ottica della semplificazione degli adempimenti formali in materia di lavoro e della riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese, ha previsto l’abrogazione dell’art. 54 – a decorrere dal centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto di cui all’art. 8, comma 4 del D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 – e la modificazione dell’art. 56 del d.p.r. 30 giugno 1965, n. 1124.

A seguito dell’approvazione di tale decreto, il datore di lavoro, comunque tenuto, ai sensi dell’art. 53 del Testo Unico, a denunciare all’Istituto assicuratore gli infortuni e le malattie professionali, non avrà più alcun obbligo di comunicare l’accadimento di tali eventi all’autorità locale di pubblica sicurezza.

Le modifiche apportate dall’art. 32 del D.lgs. 69/2013, comportano, peraltro, che a decorrere dal 1° gennaio 2014, l’INAIL trasmetta telematicamente – mediante il sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP) – ai soggetti di cui all’art. 56, comma 1, i dati relativi alle denunce di infortuni sul lavoro mortali e di quelli con prognosi superiore a trenta giorni. L’inchiesta di cui è investita la Direzione Territoriale del Lavoro, ai sensi del comma 2 del citato art. 56, viene aperta solo ad iniziativa del lavoratore infortunato, di un superstite o dell’INAIL.

Le modalità di comunicazione previste dalle enunciate disposizioni, si applicano a decorrere dal centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto di cui all’art. 8, comma 4 del D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81.

È infortunio sul lavoro anche il così detto “infortunio in itinere”, cioè quello occorso al lavoratore nel tragitto compiuto per recarsi o tornare dal luogo di lavoro a casa. Sono considerati infortuni sul lavoro anche quelli dovuti a colpa del lavoratore stesso.

morti sul lavoro bianche

morti sul lavoro bianche

I caduti del lavoro sono le persone decedute a causa di incidenti successi durante e per causa del lavoro svolto. … Il fenomeno è anche indicato come morti bianche, dove «l’uso dell’aggettivo “bianco” allude all’assenza di una mano direttamente responsabile dell’incidente».

Per quanto riguarda le morti nel particolare settore dell’agricoltura, specialmente con il coinvolgimento di trattori, si parla invece di morti verdi.

morti sul lavoro italia

morti sul lavoro italia

C’è un’altra emergenza che non accenna a placarsi: le morti …

Nel 2019 in Italia ci sono state 1.089 vittime sul lavoro, 783 delle quali hanno perso la vita in occasione del lavoro e 306 in itinere. A questo si aggiungono gli oltre 640mila infortuni sul lavoro occorsi, che in molti casi hanno avuto esiti molto gravi.

Nel 2020 Più di 3 morti al giorno da infortuni sul lavoro. … Dal 2015 in poi tuttavia gli incidenti sul lavoro erano aumentati, e il miglioramento non si è visto.

Gli infortuni che hanno condotto a morti sul lavoro in Italia si sono verificati più spesso sul luogo di lavoro che fuori da esso, e tuttavia in un po’ meno della metà dei casi è stato coinvolto un qualche genere di mezzo di trasporto.

morti sul lavoro statistiche

morti sul lavoro statistiche: l’ordine di grandezza è di circa due milioni di morti annualmente nel mondo, di cui circa 12 000 bambini. Statisticamente sono più frequenti gli incidenti in cui le vittime sono singole persone.

morti sul lavoro oggi

Qualunque fatto di cronaca potrebbe sintetizzarsi con il seguente titolo: morti sul lavoro oggi. Un altro morto sul lavoro. Il settimo in regione in soli dieci giorni. Stavolta è accaduto ad ……, in una . La vittima è ……………., aveva anni.

morti sul lavoro al giorno

morti sul lavoro al giorno

Salute e sicurezza sul lavoro – ILO.ORG stima che ogni giorno, 6.300 persone muoiono a causa di incidenti sul lavoro o malattie professionali — causando più di 2,3 milioni di morti all’anno. Gli incidenti che si verificano annualmente sul posto di lavoro sono 317 milioni, molti dei quali portano ad assenze prolungate dal lavoro per malattia.

morti sul lavoro all’anno

morti sul lavoro all’anno

Dicembre 2020 – Infortuni sul lavoro in Italia: tutti i dati degli ultimi 5 anni se si guarda alle vittime, si osserva che in media sono decedute sul lavoro 1.072 persone all’anno, e in generale si osserva come non vi siano particolari differenze tra gli anni.

Confrontando il periodo da gennaio a settembre 2020 sono 927 le vittime nel Paese, con un incremento del 18% rispetto al 2019. A preoccupare, in particolare, sono gli infortuni mortali rilevati in occasione di lavoro, cresciuti addirittura del 38% e arrivati ad un totale di 776.

morti sul lavoro ad oggi

morti sul lavoro ad oggi

morti sul lavoro dati

Ecco dove trovi informazioni aggiornate su morti sul lavoro dati disponibili dell’INAIL e dell’ISTAT:

morti sul lavoro dati inail

Dati e statistiche morti sul lavoro dati inail

In questa sezione vengono presentati i dati statistici elaborati dall’Inail e organizzati secondo diverse banche dati alla cui consultazione si rimanda per approfondimenti alla banca dati INAIL

morti sul lavoro dati istat

morti sul lavoro dati istat

L’Istat presenta i risultati dell’approfondimento tematico “Salute e sicurezza sul lavoro”, inserito nel secondo trimestre 2013 all’interno dell’Indagine Forze di Lavoro e già proposto nel secondo trimestre del 2007. Vengono rilevati gli infortuni sul lavoro; i problemi di salute causati o aggravati dall’attività lavorativa; la percezione dell’esposizione ai fattori di rischio sul luogo di lavoro.

morti sul lavoro osservatorio bologna

morti sul lavoro osservatorio bologna

Una menzione particolare va fatta al sito di Informazioni curato da di Carlo Soricelli

L’unico sito in Italia che monitora in tempo reale le morti sul lavoro causate da un infortunio vi metto il link in descrizione Caduti sul Lavoro all’interno troverete tutte le informazioni di contatto.

morti sul lavoro categorie

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casi di morti sul lavoro

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quanti sono i morti sul lavoro in italia

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preghiera per i morti sul lavoro

Preghiera per i morti sul lavoro
Non hanno avuto il tempo di cambiarsi
per arrivare preparati alla sala del banchetto.
Sono arrivati con le loro tute, le loro divise e i loro elmetti,
e le loro scarpe di sicurezza,
talvolta, a causa dell’incuria umana,
con un vestito approssimativo per il lavoro che facevano.
Si sono portati dietro calcinacci e mattoni,
ferri pesanti e muletti, tronchi enormi e arnesi da lavoro.
Portano impresse sul loro corpo
le stigmate del lavoro che stavano compiendo:
della costruzione da cui sono caduti,
delle impalcature da cui sono scivolati,
dei pesi enormi che li hanno schiacciati,
delle macchine crudeli che hanno fatto a brandelli il loro corpo.
Ma non c’è nessuno di loro, per quanto sfigurato, che non rechi il marchio della tua gloria:
tu li hai creati a tua immagine,
tu ora li riconosci come tuoi figli.
Figli operosi e talora figli sbadati, figli stanchi, ma orgogliosi della loro attività, figli straziati da troppe ore di lavoro, figli caduti nel campo di azione.

quanti sono i morti sul lavoro

quanti sono i morti sul lavoro

L’ordine di grandezza è di circa due milioni di morti annualmente nel mondo, di cui circa 12 000 bambini. Statisticamente sono più frequenti gli incidenti in cui le vittime sono singole persone.

In Italia si verificano circa 600.000 incidenti con danni temporanei ogni anno.

Fonte Inail

Fonte Inail

le morti bianche sul lavoro

le morti bianche sul lavoro:

L’iniziativa di Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e Rappresentante per la sicurezza, che tiene la contabilità delle vittime: dall’inizio dell’anno sono state 332

morti sul lavoro mondo

La fonte migliore per approfondire le morti sul lavoro mondo e L’organizzazione internazionale del Lavoro (IOL) che ha il compito di promuovere la giustizia sociale e il lavoro dignitoso. La OIL è un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite

Per l’ILO il numero dei decessi sul lavoro è ampiamente sottostimato

Ogni anno, 2,2 milioni di persone muoiono a causa di incidenti o di malattie legate al lavoro. È quanto riporta l’Ufficio internazionale del Lavoro (ILO) in un rapporto che sarà presentato il prossimo lunedì nel quadro del Congresso mondiale sulla sicurezza e la salute sul lavoro. Secondo lo stesso rapporto, questa cifra sarebbe largamente sottovalutata a causa della scarsa raccolta dei dati in diversi paesi.