buongiorno 2 giugno 2021: La festa della repubblica tra manifestazioni e frecce tricolori

buongiorno 2 giugno festa di libertà

Costituzione italiana 1948
Costituzione italiana 1948 pdf

Ricervi il testo originale della costituzione italiana 1948 pdf !

L’Ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica comunica il calendario delle celebrazioni in occasione del 2 giugno

2 giugno 2021 festa della repubblica

Ci saranno solo le Frecce tricolori nel cielo di Roma il 2 giugno 2021 prossimo, niente parata lungo i Fori imperiali delle forze armate. Sarà un 2 giugno sobrio. L’orientamento del Ministero della Difesa è quello di una festa della Repubblica molto ristretta, senza persone per strada e senza ospiti nelle caserme italiane.

il 2 giugno che festa è: le celebrazioni ufficiali.

Programma manifestazioni 2 giugno 2021

Martedì 1° giugno

Piazza del Quirinale, ore 15.00 – Cambio solenne della Guardia d’Onore da parte del Reggimento Corazzieri a cavallo con la Fanfara del IV Reggimento Carabinieri a cavallo.

Palazzo del Quirinale, ore 18.00 – “Concerto per la Repubblica” dell’Orchestra e del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretti dal Maestro Antonio Pappano, in onore del Corpo Diplomatico accreditato presso lo Stato Italiano;

Palazzo del Quirinale, ore 19.00 – Tradizionale incontro nei Giardini del Quirinale.

Mercoledì 2 giugno 2021

Altare della Patria, ore 9.15 – Deposizione di una corona di alloro sulla Tomba del Milite Ignoto;

Fori Imperiali, ore 10.00 – Rivista Militare;

Giardini del Quirinale, dalle ore 15.00 alle ore 19.00 – In concomitanza con l’apertura al pubblico (senza necessità di prenotazione), i complessi bandistici dell’Aeronautica Militare, dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, della Marina Militare e dell’Esercito Italiano, eseguiranno brani da concerto originale per banda, arrangiamenti di brani dal repertorio classico e colonne sonore.

Buongiorno 2 giugno: storia di oggi!

La Repubblica Italiana nasce  il 2 giugno 1946 in seguito ai risultati del referendum istituzionale indetto dopo la fine della seconda guerra mondiale, alla quale l’Italia aveva partecipato come Stato aggressore, a seguito della scelta politica del regime dittatoriale fascista, avvallato dalla Monarchia della dinastia Savoia.

Mussolini era già stato fucilato dai partigiani il 28 aprile 1945 in provincia di Como, dopo essere stato riconosciuto mentre con la divisa tedesca, fuggiva all’estero.

La Monarchia ed il suo alleato fascista avevano divorziato dopo più di vent’anni di complicità autoritaria, l’ 8 settembre ‘43, quando la Monarchia chiese l’armistizio agli alleati, mentre i fascisti continuarono la guerra con i nazisti fondando la Repubblica di Salò, presso il lago di Como.

La partecipazione popolare fu molto alta circa l’89%, grazie al primo voto delle donne, segregate dal Regime nel ruolo di angeli del focolare e madri di carne da cannone per la patria. La Repubblica vinse con una differenza di 2.000.000 di voti, pari al 54,30% del totale dei votanti.

I sostenitori della causa monarchica hanno lamentato brogli elettorali   consultazione, mai dimostrati e semmai a loro favore. Fu nel Sud,  liberato e normalizzato contro la minaccia comunista dagli alleati, che furono raccolti i maggiori consensi per il Re. I monarchici   provocarono anche scontri durante i quali si verificarono alcune vittime, come a Napoli.

Il 13 giugno 1946, pochi giorni dopo la proclamazione della Repubblica, fu fondato il Partito Nazionale Monarchico, radicato nel Sud d’Italia, che dopo varie scissioni interne e alleanze elettorali con il Movimento Sociale Italiano, partito di ispirazione neofascista, nel 1972 conflui insieme al MSI nella Destra Nazionale. Sostenitori della corona e del fascio littorio tornavano nuovamente insieme, con un nuovo progetto per l’Italia che non ebbe mai un seguito.

La giornata del 2 giugno 1946 andrebbe ricordata quanto il 25 aprile 1945 come un momento di liberazione nazionale: uno dalla dittatura fascista e l’altro dal regime monarchico. La monarchia come regime è un arcaismo nelle forme politiche contemporanee, anche se costituzionale. 

Le tradizioni europee non devono trarre in inganno e andrebbero accuratamente studiate. Le Monarchie in Europa, Asia, Africa hanno la stessa matrice: il potere di uno solo. Una famiglia con un  diritto ereditario al potere,  dovrebbe essere ritenuto incompatibile in una democrazia.

Come pure appare retaggio di atavismo, ricordare un giorno di luminosa libertà in Italia, organizzando parate militari ed esibizioni di forza per un paese la cui Costituzione all’art.11 recita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni”

Sarebbe più adatto ricordare questa giornata con l’impegno civile gratuito dei tanti volontari nella cooperazione tra i popoli, nella tutela dei diritti umani, nella sanità, nei servizi sociali,  nella cultura, nello sport. Questa è la nostra Repubblica !

Lasciando a  Platone,  la cui Repubblica dei Filosofi, ricorda tanto l’aristocrazia, il sogno autoritario del governo dei “migliori”, dovremo come cittadini promuovere quella Isocrazia ( uguale potere) che è il destino finale della democrazia compiuta e realizzata, che partendo da una testa un voto, approdi alla partecipazione alla decisione diretta di tutti gli esseri umani, senza distinzione, residenti su un territorio, sulle scelte delle politiche pubbliche. 

2 giugno 1946 il giorno delle famiglie italiane

Stabilire quale sia l’unità minima costitutiva delle società umane potrebbe apparire controverso. In ogni epoca storica è stato postulato un fondamento, in relazione ai rapporti sociali dominanti e alla dipendenza dalle ideologie delle classi dominanti.

Fondamento dell’ideologia corrispondente ai rapporti sociali capitalistici è l’individuo. Abituati a vivere senza riflessione il pensiero ereditato, a molti può apparire scontato che l’io sia alla base del noi. Abbiamo tutti consapevolezza del nostro corpo e delle suoi desideri individuali (appetito, sessualità, deiezioni, sonno…) e  limiti,  ma e esperienza comune che ai desideri siano associati parole, pensieri e fantasmi ( desideriamo anche quando le cose non sono presenti). Il credere il pensiero autonomo dal corpo ha portato alla fossa necro-logica cartesiana del penso dunque sono, mentre più credibile appare che l’uomo sia ciò che mangia e immagina.

Tutti gli esseri umani nascono da altri essere umani, dalla madre con evidenza inconfutabile, dal padre con minore certezza del nome. Pertanto all’atto del concepimento è il NOI ad essere originario ed anche con la nascita per un lungo lasso di tempo, la dipendenza del nuovo io dalla comunità familiare è indubbia.

La famiglia, infatti, è stata ed è tutt’ora nelle società pre capitaliste e nelle ideologie religiose o politiche vestigia di tempi passati, l’unità fondamentale. Quanto la famiglia triadica ( padre, madre, figli) sia all’origine della società umana è già più controverso. In epoche nelle quali la consapevolezza della paternità non era acquisita, le madri sono state l’unica fonte dell’appartenenza dei figli. Mater semper certa est. La comunità del gruppo o del branco era quindi la famiglia, quindi ancora più NOI primigenio. La genetica delle popolazioni offre oggi rilevanti conferme.

Quale che sia l’origine, la storia della specie ci rende consapevoli che la famiglia naturale ha sempre una forma culturale, che dipende dalle ideologie e dai desideri fantasmatici di ogni epoca. Considerato che oltre ogni opinione, la morte di ogni individuo in questo mondo è certa, non si comprende perché non possa essere accettata la possibilità di formare una famiglia in base ai diversi orientamenti sessuali.

Gli atavismi religiosi e politici che si erigono a guardiani della natura, negando diritti alla felicità per ogni essere umano, sembrano dimenticare che il pensiero riflesso è comunque fondato sulla realtà corporea materiale. Non dovrebbe quindi scandalizzare neppure la famiglia culturale con una coppia dello stesso sesso

La nascita e l’educazione sono due fenomeni separati, escluso l’allattamento al seno. Anche le coppie eterosessuali allattano i figli con strumenti artificiali ed esiste da tempo immemore, in molte culture, l’adozione di bambine e bambini, nati da altre coppie e non solo nei casi di genitori morti.

Nel giorno dedicato dalle Nazioni Unite alla famiglia, quale cellula delle società e luogo di sviluppo ed educazione della futura umanità, dovremo essere consapevoli che esistono non la famiglia ma le famiglie.

Le famiglie hanno forme diverse in tutti paesi del mondo, le condizioni giuridiche sono differenti: dalla proibizione, alla tolleranza alla tutela dei diritti. Negli stessi Stati contemporanei, sempre più costituiti da famiglie con differenti tradizioni culturali (alimentari, sessuali, linguistiche, religiose, …). il mito nazionale del popolo omogeneo viene sempre meno a costituire il patto sociale. I paesi colonialisti o gli Stati federati, sono da tempo oltre la tradizione culturale della comunità nazionale. Le nuove comunità reali hanno in comune la cittadinanza, il lavoro, il mercato e i servizi pubblici (casa, trasporti, istruzione, assistenza, previdenza, sport).

Resta legittimo mantenere la tradizione nazionale quando sono ancora omogenei territorio, lingua, usi e costumi e volontà comune identitaria. Negli Stati non omogenei le nuove famiglie sono la base materiali effettive delle comunità che sempre più sono comunità politiche di destino per le quali deve essere previsto pari diritto di partecipazione alla vita pubblica, rimuovendo ostacoli morali e materiali per il pieno sviluppo delle personalità.

Gli organismi sovranazionali e multinazionali esistono da più di un secolo e da circa 50 anni anche le società civili hanno espresso loro rappresentanza nelle ONG e nei Movimenti per i diritti delle minoranze. Una loro riforma democratica delle Istituzioni mondiali e nazionali, è indispensabile per l’avvenire di miliardi di persone.

Lo Stato pluralista e multiculturale può essere l’inizio di una transizione verso un’umanità senza confini, che con la procedura di una testa, un voto, può dare origine alla rivoluzione ecologica democratica planetaria.

2 giugno 8 domande che che devi conoscere

  1. Cosa è successo nel 1946 in Italia?

    La nascita della Repubblica Italiana avvenne il 2 giugno 1946, in seguito ai risultati del referendum istituzionale indetto quel giorno per determinare la forma di governo dopo la fine della seconda guerra mondiale.

  2. Quando è stata istituita la festa del 2 giugno?

    Abrogata come festività nel 1977 e reintrodotta nel 2001, la giornata del 2 giugno è celebrata ogni anno con grande solennità istituzionale e partecipazione da parte dei cittadini.

  3. Quando è stata istituita la festa del 2 giugno?

    Quando è stata istituita la festa del 2 giugno?
    Chi ha istituito la festa del 2 giugno?
    La data della festa fu sancita con Decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 28 maggio 1947 n. 387 che proclamò il 2 giugno 1947, primo anniversario del referendum che instaurò la Repubblica, festa nazionale e giorno festivo a tutti gli effetti.

  4. Tre domande che ti dovresti chiedere sul 2 giugno

    Chi ha istituito la festa del 2 giugno?
    In che anno è stata fondata la Repubblica Italiana?
    Perché l’Italia è una Repubblica?

  5. Cosa era l’Italia prima della Repubblica?

    Dal 1861 al 1946 fu una monarchia costituzionale basata sullo Statuto Albertino, concesso nel 1848 da Carlo Alberto di Savoia ai suoi sudditi del Regno di Sardegna, prima di abdicare l’anno successivo.

  6. Che cosa significa festa nazionale?

    Una festa nazionale è una festa sancita da una nazione per commemorare lo Stato.

  7. Come nacque la Repubblica?

    La Repubblica Italiana nacque il 2 giugno 1946, in seguito ai risultati del referendum istituzionale indetto quel giorno per determinare la forma di stato dopo la fine della seconda guerra mondiale. … Fu la prima consultazione politica alla quale partecipavano anche le donne italiane.

  8. Come si è formata la Repubblica Italiana?

    L’Italia è una repubblica democratica dal 2 giugno 1946, quando la monarchia fu abolita attraverso referendum e l’Assemblea costituente venne eletta per redigere la Costituzione, che venne promulgata il 1º gennaio 1948.