25 aprile 2021 – Anniversario della liberazione d’Italia: 5 opinioni che non puoi permetterti di perdere. La Resistenza e la sua luce.

Perchè il 25 Aprile?

fonte: ilpost.it del 25.4.16

25 aprile Storia e Memoria – di Micol Tuzi

25 aprile spiegato a mio figlio

Fiumi di parole sono state spese su storia e memoria del 25 aprile. Io non ho intenzione, in questo breve articolo, di fare altrettanto. Non avete bisogno di sentirvi raccontare cosa accade in quel glorioso giorno, nè in quelli che lo precedettero. Do per scontato che, se state leggendo qui, già lo sapete e già ne siete grati. Voglio attualizzare la storia e la memoria, operazionalizzare la resistenza, affinché possiate compiere gesti concreti per fare in modo che questa memoria si tramandi, che questa storia non cada nell’oblio, nel revisionismo, nella distorsione operata a volte ad arte, altre volte per mera indifferenza.

Essere partigiani è non essere indifferenti. È impegnarsi attivamente per portare la staffetta della storia e della memoria, passando il testimone alle giovani generazioni. È crescere i nostri figli nel solco dei valori della costituzione non solo con le parole, ma con l’esempio. Non solo il 25 aprile, ma ogni giorno.Di seguito, alcuni consigli “della pedagogista” per ricordare il 25 aprile coi vostri bambini e per farglielo amare.

Non saranno mai troppo piccoli per non capire, se usate un linguaggio semplice ed alla loro portata e, soprattutto, associando questa ricorrenza ad emozioni piacevoli vissute insieme a voi (quale rinforzo più grande della condivisione della gioia con adulti per loro affettivamente significativi!), bambini e ragazzi si abiteranno ad aspettare il 25 aprile come un rito, le cui implicazioni storiche e culturali capiranno sempre meglio man mano che crescono. Pronti per i consigli ?

Giocate con loro nei luoghi della memoria. Al parco storico di monte Sole o in un qualsiasi giardino intitolato a un partigiano. A scuola (molte scuole sono intitolate ai partigiani), create memoria di gioia, perché la libertà è gioia!

Piantate un fiore: il fiore del partigiano è un simbolo potente ed evocativo, cresce insieme al bambino e come lui sboccia, colora i giorni grigi, richiede cura e va coltivato… Proprio come le giovani generazioni, proprio come la memoria.

Cantate Bella Ciao: Bella Ciao, incriminata come condizionamento politico ai bambini, quando usata nei nidi e nelle nostre scuole dell’infanzia, è in realtà un canto tradizionale italiano divenuto simbolo di resistenza proprio negli anni finali del secondo conflitto mondiale. Fa parte dell’insegnamento della storia. Dopodiché diviene il canto internazionale che accomuna tutti coloro che lottano per una causa valoriale, si pensi al climate strike for change di Greta Thumberg. Bella ciao è una canzone didattica e cantarla insieme piace tantissimo ai bambini.

Raccontate Biografie: ai bambini piacciono le favole avventurose… Le vite dei tanti partigiani sembrano fiabe. Alla fine ha vinto il bene. Non abbiate paura di dire che spesso i protagonisti sono morti. Lo hanno fatto per tutti noi, per la nostra libertà: per dare vita a qualcosa di più grande.Non è la stessa cosa che raccontiamo loro di Gesù?

Leggete la costituzione. Ci sono bellissimi libri sulla costituzione spiegata ai bambini, oppure leggete insieme qualcuno dei primi articoli. E spiegate loro il peso di ciascuna singola parola, che è una mirabile sintesi di differenze, che diventano diritti collettivi.La storia siamo noi, siamo noi padri e figli… Nessuno si senta escluso.Seminate memoria, celebrate il 25 aprile con gioia e amore assieme alle giovani generazioni, allargate la condivisione ai loro amici, stimolateli a parlarne, anche sui loro social, come tik tok o YouTube.La storia sa parlare tutti i linguaggi.

L’importante è non dimenticare, se no si corre il rischio di doverla rivivere.

25 aprile liberazione e libertà – di Cucchiara Cosimo

Come si festeggia il 25 aprile in italia?

Il 25 aprile è il giorno in cui viene celebrata la liberazione dell’Italia dal nazifascismo; è un giorno festivo nazionale, istituito per la prima volta nel 1946 dal governo di provvisorio di Alcide De Gasperi.

Il “Giorno della Liberazione” è anche conosciuto come l’anniversario della Resistenza, celebrata per rendere omaggio ai partigiani di ogni estrazione politica che si opposero all’occupazione nazista e ai collaborazionisti fascisti.

L’Italia dopo l’armistizio dell’8 settembre

In Italia, le formazioni partigiane sono nate in seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943. 

Fu una data cruciale perché venne proclamata la resa incondizionata dell’Italia agli Alleati e sancì la fine dell’accordo con la Germania nazista di Adolf Hitler.

Il Paese, già stremato da anni di guerra, era rimasto senza una guida ufficiale. Il re, il capo del governo Badoglio e i vertici dell’alto comando vengono trasferiti a Brindisi, lasciando la capitale senza un piano difensivo.

Roma divenne una città aperta, (Rossellini iniziò a girare il film “Rome, Open City” appena due mesi dopo la liberazione della città) poiché si arrese alle forze nemiche senza combattere.

L’annuncio del re alla nazione era stato deliberatamente ambiguo, nella speranza che gli angloamericani guidassero l’offensiva contro i tedeschi nei punti centrali del paese.

Ciò non è avvenne e l’annuncio fuorviante lasciò l’esercito italiano senza una strategia e con ordini contraddittori. Le forze tedesche, invece, non persero tempo e, nella notte dell’8 settembre, si impossessarono di aeroporti, stazioni ferroviarie e caserme, cogliendo di sorpresa le forze italiane.

Mussolini, deposto in luglio e imprigionato, fu liberato in seguito dai tedeschi e il 23 settembre 1943 proclamò la Repubblica di Salò, di fatto uno stato controllato dai tedeschi e in misura minore da Mussolini e da fedeli gerarchi fascisti.

Resistenza 25 aprile: dove nasce la libertà.

Le formazioni partigiane furono istituite su iniziativa sia di antifascisti di diversi movimenti politici che di soldati dell’esercito reale disciolto.

Bandiera Comitato Liberazione Nazionale Resistenza 25 aprile

Il 9 settembre 1943 viene fondato a Roma il Comitato di Liberazione Nazionale che riunisce in un unico corpo i vari partiti dell’antifascismo storico. Lo Stato italiano è stato praticamente sciolto e con esso la credibilità dei suoi dirigenti istituzionali.

I partigiani diedero avvio alla guerra di Liberazioneche fu contemporaneamente guerra per la liberazione dall’invasore tedesco e guerra civile.

Formazioni partigiane italiane

Le formazioni partigiane, inizialmente composte da poche migliaia di uomini, videro in seguito la partecipazione di gran parte della popolazione. Contadini, operai e donne (alcune stime erano 70.000 donne) portarono all’esercito partigiano circa 300.000 persone.

Inizialmente, le formazioni di combattimento erano chiamate “brigate” e “divisioni”.

25 aprile liberazione

La resistenza italiana era composta da molti gruppi diversi, con orientamento politico differente (gruppi ispirati al Partito Comunista Italiano, al Partito Socialista Italiano, ai Democratici Cristiani, al Partito Democratico del Lavoro e al Partito Liberale Italiano), che formarono il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), organismo operativo con il compito di coordinare e dirigere la lotta armata. Il CLN operò dal 9 settembre ’43 al 2 giugno ’46, quando si tennero le prime elezioni politiche della storia italiana e il referendum per la scelta tra monarchia e repubblica.

Sebbene male equipaggiati, i partigiani iniziarono a combattere contro il collaborazionismo fascista e l’occupazione nazista. La lotta armata culminò con un atto di giustizia popolare: la morte Mussolini a Piazzale Loreto a Milano, il 28.04.’45.

Libertà e costituzione

Questo processo storico ha dato frutto di un diritto sovra ordinato: sottolineando che il diritto previsto dall’art. 21 Cost. è il più alto dei diritti primari e fondamentali sanciti dalla Costituzione  che è sempre bello leggere.

Articolo 21 Costituzione Repubblica Italiana

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

La Costituzione italiana è stata redatta nel 1947.

Il 25 aprile fu designato festa nazionale nel 1949 da Alcide De Gasperi, l’ultimo Presidente del Consiglio del Regno d’Italia.

Come segnano la giornata gli italiani?

Oltre ad avere il giorno libero, questo è un giorno in cui gli italiani rendono chiare le loro opinioni politiche.

I politici tengono discorsi ogni anno per sottolineare l’importanza di ricordare il movimento di resistenza.

Il Giorno della Liberazione è un giorno festivo. È un giorno libero per la popolazione generale e le scuole e la maggior parte delle attività commerciali sono chiuse.

L’interesse degli italiani per il 25 aprile

 Grafico Trend della singola giornata negli ultimi 5 anni

 

coronavirus 25 aprile come festeggiarlo 

I festeggiamenti per il 25 aprile non si fermano per il Coronavirus: le iniziative social per festeggiare la Liberazione anche da casa oltre che nelle proprie città.

Dove andare il 25 aprile in Italia

Segnalate la manifestazione nel vostro comune dell’Anniversario della liberazione d’Italia.

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25 aprile a casa cosa fare?

Per il 25 aprile festa della liberazione e della liberta puoi leggere e una bella poesia te ne consigliamo di seguito.

Le piu belle 25 poesie per il 25 Aprile di sempre
  1. 25 Aprile 1945 di Pietro Calamandrei
  2. Alle fronde dei salici di Salvatore Quasimodo
  3. Uomo del mio tempo di Salvatore Quasimodo
  4. Lapide per i partigiani caduti di Valenza Salvatore Quasimodo
  5. 25 aprile di Alfonso Gatto
  6. La madre del partigiano Gianni Rodari
  7. Viva la libertá Govanni Rodari
  8. Aprile 1945 di Dino Buzzati
  9. Qu non sai le colline di Cesare Pavese
  10. Quest amore di Roberto Lerici
  11. Mio padre è morto partigiano di Roberto Lerici
  12. Avevo due paure di Giuseppe Colzani
  13. Una volta avevo diciassette anni di Giuseppe Colzani
  14. 25 aprile di Italo Calvino
  15. Per i morti della resistenza Giuseppe Ungaretti
  16. Tu non sai le colline Cesare Pavese
  17. Qu non sai le colline di Cesare Pavese
  18. Condanniamo la guerra di Cesare Pavese
  19. 25 aprile Giuseppe Bartoli
  20. Ad un partigiano caduto Giuseppe Bartoli
  21. Una Farfalla Di Cenere di Giuseppe Bartoli
  22. Morte del Partigiano di Corrado Govoni
  23. Strada di costa di Piero Merlino
  24. La Resistenza e la sua luce di Pier Paolo Pasolini
  25. I Martiri della Libertà Atto Vannucci (sempre attuale)

Inviami la Tua poesia all’indirizzo della newsletter!

la pubblicheremo di seguito:

25 aprile Diritti e resistenza – di Ciro Rinaldi

Quando chi ha il potere viola le libertà ed i diritti garantiti dalla costituzione, la resistenza all’oppressione è un diritto e un dovere del cittadino.

Diritto alla  resistenza costituzione

Il diritto alla  resistenza è presente nella nostra Costituzione, in quanto deriva da quanto scritto  nell’art. 1 della stessa quando dice che la Sovranità è del popolo.

La sovranità è esercitata in modo diretto attraverso i diritti di libertà, garantiti espressamente dalla Costituzione, ed in modo indiretto attraverso l’apparato dello Stato  (la Pubblica Amministrazione), la cui attività non può comunque essere in contrasto con la sovranità popolare. Pertanto, quando lo Stato non rispetta tali diritti ed esprime una volontà contraria a quella del popolo, spetta ai cittadini, singolarmente o collettivamente, riappropriarsi della sovranità per ripristinare la legalità difendendo le Istituzioni democratiche.

In pratica, quando il Governo, pur eletto legalmente agisce al di fuori della propria legittimazione e cioè dalla sovranità popolare espressa con le elezioni, i cittadini, che sono gli effettivi titolari di tale sovranità possono, anzi devono, attivarsi (appunto con la resistenza) per ripristinare la legalità violata.

Se non fosse consentito ai cittadini di ricorrere alla resistenza, quale estremo rimedio per ripristinare la legalità violata, il principio della sovranità popolare sarebbe di fatto privo di significato.

Pertanto, la resistenza dei cittadini è uno strumento fondamentale, seppure eccezionale, di garanzia dell’Ordinamento Costituzionale, anche se non è espressamente stabilita.

25 aprile resistenza – di Lisanti Ivan

Partigiano, Ribelle sono nomi antichi come è antica è la storia dell’oppressione dell’uomo sull’uomo. In tutti tempi sono nati uomini che hanno detto NO alle ingiustizie e che insieme ad altri uomini hanno organizzato la Rivolta o la Resistenza contro il potere dei prepotenti dei loro tempi.

Nessuno sa spiegare come questi uomini assassinati, incarcerati, torturati, desaparecidi, consegnati all’oblio dalla storia scritta dal potere, continuino ad essere un esempio per uomini e donne che mai li hanno conosciuti, anche quando le loro parole e le loro azioni sono state addomesticate.

In tutti i cinque continenti sono nati questi uomini e forse è tempo di scrivere la loro storia.

Fischia il vento ed urla la bufera sui monti dell’Appennino e sulle Alpi, nella pianura e nelle colline, nei vicoli delle nostre città. In altri paesi, lontani e vicini, è il vento e la tempesta di sabbia nei deserti, è l’aria ferma e torrida nelle medine, è la pioggia incessante e l’umidità nelle foreste pluviali.

Ogni contrada è patria del Ribelle che non si piega al conformismo e alla paura, che lotta per amore e libertà, per pane e diritti di tutti. La Resistenza è ovunque la stessa, si chiama con parole diverse delle molte lingue umane, senza mai diventare babele. 

I Partigiani, figli della terra, lottano uniti, oltre tempo e spazio, come una sola ardente famiglia.

 La donna e l’uomo, la madre e il padre, la figlia e il figlio, la sorella e il fratello sono nomi primordiali della specie umana come pure “straniero” che è accolto come ospite nelle comunità non parentali fin da tempi remoti dai popoli dell’antichità.

Chiunque lotti per rispristinare l’elementare verità della unità del genere umano è Partigiano. 

Dividere è parola costitutiva etimologicamente di Diavolo, dividere per potere comandare. Tra le tentazioni dei 40 giorni di purificazione nel deserto di Gesù c’è anche la tentazione del potere.  Come pure la punizione della crocifissione del Ribelle serve per dividere la comunità, per intimidire con la paura i seguaci: guarda cosa vi aspetta, se ti difendi e difendi il prossimo dal potere.

Quando la corruzione o l’assassinio non bastano, il potere manipola la Memoria con l’oblio o riscrive la storia con la menzogna. Scompaiono e sono travistati nomi e fatti. I posteri non sanno la verità o semplicemente non gli vengono raccontati i fatti delle generazione precedenti. 

I nomi ricordati e quelli anonimi dei Partigiani, sono insieme nell’unico Canto Universale che racconta la nostra preistoria di quando non eravamo coscienti delle nostre possibilità e della nostra storia di quando abbiamo compreso che possiamo cambiare il corso degli umani eventi.

Creiamo l’uomo nuovo cantando, dice il poeta Rafael Alberti, come già disse il primo antico poeta d’occidente ispirato dalla Musa. Gli uomini che cantano l’uomo nuovo, hanno come tetto il firmamento stellato, come casa il corpo, e nulla più serve loro per vivere.

Poco importa se non professano la stessa fede, credono tutti nella necessità della Giustizia, anche se con diversi mezzi,  praticano la Compassione e vivono l’Amore.

Partigiano è chi perdona prima, durante e dopo le proprie azioni tutti gli uomini, nemici inclusi, come nella poesia di Aleksander Blok sulla rivoluzione “I dodici”, davanti ai quali marcia non veduto Gesù. 

Partigiano è in definitiva parola assoluta rigettante ogni gradualità. Questa intransigenza lo rende inviso a tutte le burocrazie sacerdotali, politiche, imprenditoriali, sindacali inclini al compromesso per spartirsi il potere. 

Noi del Partigiano, invece, abbiamo ancora bisogno per continuare a sognare un altro 25 aprile mondiale delle coscienze. 

Dobbiamo Noi stessi essere Partigiani per realizzare il sogno che i nostri avi hanno portato nella tomba e per consegnare in eredità alle generazioni future la possibilità di vivere in un mondo migliore

25 aprile Amore – di Claudio Branduzzi

25 aprile 2021 Amore e libertà e Resistenza

Il valore della festa del 25 Aprile come una testimonianza da non dimenticare mai, dove la Resistenza ha resistito ad un regime che andava contro i principi dello stato, libertà e uguaglianza. Dove la Resistenza vuol dire perdere la vita per garantire ai propri figli un futuro libero da dittature. Resistenza vuol dire dare agli altri la propria libertà.

Questo risultato si incarna nella figura dei partigiani, in cui hanno lottato e molti di loro hanno donato per questi principi altissimi la propria vita per un progetto comune chiamato democrazia e libertà.

Queste figure hanno dimostrato, se ce ne era bisogno, il grande amore della patria a discapito di loro stessi, proprio per rendere quel futuro in quel momento incerto, migliore e pieno di prospettive per le future generazioni.

Oltremodo, il loro contributo ci ha liberato dal fascismo e dall’oppressione ridandoci libertà nel pensare, nel valutare e nello scegliere, sperando che tutto questo non avvenga più.

Queste testimonianze sono il seme della speranza e dell’amore verso il prossimo, trasmesso da tanti partigiani, alle future generazioni e a tutti i popoli.